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Contro la Routine del Lavoratore Dipendente

da / Pubblicato in Blog

Quando si entra nel mondo del lavoro si hanno sempre grandi aspettative. Mi ricordo che quando ho trovato il mio primo lavoro pensavo che avrebbero presto visto le mie qualità e che mi avrebbero promosso in tempi brevi. Pensavo di poter avere una bella carriera.

Il primo giorno di lavoro mi è piaciuto, l’ho trovato anche stimolante perché ho ricevuto il training, ho imparato cose nuove, mi sentivo crescere.

Il secondo giorno mi hanno messo subito a lavorare, dovevo fare qualche telefonata per prendere contatto con i partner e fare un po’ di lavoro di amministrazione. Anche questo l’ho trovato stimolante.

Alla fine del decimo giorno avevo già imparato tutto quello che c’era da imparare e mi annoiavo già a morte! Non ho cambiato subito perché mi serviva sicurezza, dovevo avere una busta paga per mantenermi. I soldi mi bastavano appena per mantenermi, ma almeno ce la facevo, ce la stavo facendo da solo.

Il tempo passava e dopo 5 mesi mi avevan fatto capire che ci sarebbe stata la possibilità di essere promosso: più soldi, più responsabilità, un lavoro più stimolante. Il mio boss stava essere promosso a sua volta, quindi io avrei forse potuto prendere il suo posto. Fantastico!

Dopo 1 anno e 8 mesi ero ancora lì, il mio boss non era cambiato quindi lo spazio per me non si era liberato. Ero bloccato a fare lo stesso lavoro che stavo facendo dal decimo giorno dal mio arrivo, sempre le stesse cose, nessuna sfida, nessuna crescita.

E’ stato in quel momento che ho capito che ero destinato a fare altro nella mia vita e ho mollato tutto e ho incominciato un cammino tutto nuovo fatto di sfide e di risultati, di crescita continua, di difficoltà, ma anche di soddisfazioni grosse.
Nessuna routine, quella ormai è finita da un pezzo. Ho cominciato a vivere e così possono fare tutti quelli che si sentono come mi sono sentito io.

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