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Cosa dovrebbe fare la BCE?

da / Pubblicato in Blog, Economia

In questi mesi c’è stato un fortissimo dibattito su quale debba essere il ruolo della BCE.
La maggior parte dei commentatori e dei grandi attori politici spingono affinché la Banca Centrale Europea abbia un ruolo più attivo nel sostegno ai paesi i cui debiti pubblici sono in sofferenza. Il grado e l’intensità degli strumenti potanzialmente utilizzabili da Mario Draghi possono essere diversi tra loro, ma tutti sono d’accordo nel sostenere la necessità di un maggiore interventismo da parte della politica monetaria.

Insomma la BCE dovrebbe iniziare ad agire in modo diretto nei mercati come fanno le altre banche centrali nel mondo. Una metafora potrebbe essere quella di una gara sportiva: se tutti gli altri concorrenti hanno fatto uso di droghe per migliorare (momentaneamente) le proprie prestazioni, tu cosa faresti? Ti uniresti all’orgia di droga e morfina?

Avresti la lucidità di preferire la fatica e il sudore ora, sapendo che la droga nel lungo termine avrebbe effetti disastrosi sulle tue performance fisiche?

L’importanza del risparmio

La prova migliore che non esiste banca centrale che abbia come suo principale obiettivo la tutela degli interessi dell’economia produttiva della propria nazione è l’assalto a risparmi e risparmiatori.

Una crescita economica sana è possibile solo in una situazione in cui viene prodotto più di quanto viene consumato. Questo “surplus” sono i risparmi, cioè la linfa vitale della produzione.
Se il risparmio viene scoraggiato, come lo è stato nel corso della crisi finanziaria, si può essere certi che l’obiettivo di chi è al potere non sia una reale ripresa.

La loro tesi è che i prestiti siano essenziali per la salute dell’economia.
In realtà ottenere prestiti è il risultato della salute dell’economia. Infatti i prestiti si ottengono solo se esiste qualcuno che può concederli. E per concederli quel qualcuno deve possedere risparmi, da prestare. Ecco quindi dimostrato che un’economia è sana solo quando esistono risparmi.

Quello che fanno la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, la Bank of England e la Bank of Japan non è salvare l’economia. Ciò che vogliono trarre in salvo è il sistema finanziario.

Il sistema finanziario esistente è intrinsecamente insolvente. Affinché il castello di carte rimanga in piedi è indispensabile un patto tra sistema bancario e sistema politico.
Quando la Banca Centrale Europea inietta centinaia di miliardi di euro nel sistema bancario o direttamente nell’acquisto dei titoli di stato di paesi in sofferenza, ciò che si vede è che le cose migliorano perché i numeri dicono questo. Ma i numeri sono stati truccati.

E’ ciò che non si vede che va compreso. E ciò che non si vede sono gli effetti di lungo termine che queste operazioni comportano: inflazione, aumento delle tasse, investimenti errati.

Come capite chi paga sono i risparmiatori. A rimetterci è il risparmio. Ad aumentare il debito. E addio alla ripresa economica.

13 Commenti to “Cosa dovrebbe fare la BCE?”

  1. Pierix says : Rispondi

    Stampare Euro come fanno in america

  2. Giorgio benedetti says : Rispondi

    Sono generalmente d’accordo con l’analisi di cui sopra. Premetto che per temperamento e scelta io sono un liberale incallito. Amo la libertà, la libertà di poter disporre della mia vita. Pertanto, sono decisamente contrario al punto di vista democratico che prevede l’ingerenza dello Stato negli affari dei privati cittadini: lo Stato DEVE limitare le sue funzioni alla cornice della società, senza sconfinare nel quadro. Attualmente gli Stati “democratici” occidentali mantengono un’orda di burocrati parassiti il cui unico intento è quello di mantenere il proprio potere oligarchico mettendo le mani nelle tasche dei cittadini produttivi.
    Perciò, che la BCE si tenga pure fuori dagli intrighi di corte e lasci ad ognuno la possibilità di perseguire il proprio destino, qualunque esso sia. I paesi in crisi economica manifestano una scorretta gestione della stessa; bene, che paghino le conseguenze delle loro azioni. Fare altrimenti, significherebbe solo sostenere il malgoverno, l’inettitudine e la corruzione.

    • Riechoblog says : Rispondi

      Sottoscrivo ogni tua parola.

      • Giorgio Benedetti says : Rispondi

        Grazie per la tua sottoscrizione, Riechoblog. In effetti, credo che siamo in molti a pensarla così, quelli che, anni fa in america, venivano definiti “la maggioranza silenziosa”.

        • Riecho says : Rispondi

          Su questo, purtroppo, ho qualche dubbio. La maggioranza non sa cosa sia la libertà.

          • Giorgio Benedetti says :

            E’ vero, sono d’accordo con te. Secondo certi studi solo il 3% dell’umanità apprezza la libertà (e la cerca). Come si dice… pochi ma buoni!

  3. Loris Zoppelletto says : Rispondi

    L’economia è come una carrozza che può far avanzare un’intera nazione velocemente o lentamente. La può anche fermare.
    Attualmente le manovre che vedo sono solo di due tipi:
    - fermare il pericolo inflazione con manovre recessive (bloccare il credito, aumentare le tasse)
    - fermare il pericolo deflazione con manovre inflazionistiche (salvare le banche stanziando fondi che non esistono ancora)
    E’ come se stessimo partecipando ad una gara in auto e tutto quello cui ci dedichiamo è frenare la ruota destra (manovre recessive) e frenare la ruota sinistra (manovre inflazionistiche).
    Nessuno si adopera a schiacciare l’acceleratore ogni tanto.
    E’ sensato frenare in curva quando ci si trova vicini ad un baratro e anche se preferirei vivere in uno stato liberale mi rendo conto delle scelte difficili che queste persone devono affrontare.
    Purtroppo ci siamo così scordati cos’è il motore primo dell’economia e in che cosa consiste.
    Ci si è concentrati ossessivamente sul concetto di scarsità, dato che il valore di un bene è proporzionale a quando è difficile procurarselo, dimenticando che il motore dell’economia è lo SCAMBIO. Tutte quelle frenate con la ruota destra e quella sinistra non fanno altro che bloccarlo.
    Pur non essendo votato al pessimismo vedo un paradosso nel fatto che mungendo eccessivamente la mucca dell’economia prosciugandola di ogni goccia di latte (la ricchezza vera, fatta da chi inventa beni e servizi e li scambia con altri su grande scala) finiranno per ammazzare la stessa mucca che dovrebbe salvarli.
    Einstein disse una volta: “non so con che arma si combatterà la terza guerra mondiale ma so con quale si combatterà la quarta: la clava”.
    Esprimo il mio parere dicendo che noi non sappiamo come finirà questa fase economica ma possiamo immaginare come inizierà la successiva: con il rifiorire dell’economia reale!

    • Giorgio Benedetti says : Rispondi

      Caro Loris, effettivamente sono ottimista anch’io, altrimenti non sarei qui. Sono convinto che questa sia una fase evolutiva dell’umanità dove, darwinisticamente parlando, sopravviveranno soltanto i migliori. Per migliori intendo le persone capaci, abili, creative, in tutti i settori della società. Attualmente esistono ancora forze parassittarie che tentano di sfruttare gli esseri capaci, ma questo non potrà continuare molto a lungo. La spinta alla sopravvivenza è troppo forte, per fermarla: abbiamo dalla nostra l’inerzia dell’universo… Più che altro, non dobbiamo commettere l’errore di soffermarci sull’aspetto negativo della nostra società, abbondantemente reclamizzato e amplificato dai mass-media, ma concentrarci sul fiorire e prosperare. Il tempo, poi, farà il resto.

      • Riechoblog says : Rispondi

        Io non la porrei in termini di frenate destre o sinistre. Io credo che il sistema economico ha subito interventismo politico e monetario negli ultimi 50 anni tali da aver creato una situazione insostenibile: in sostanza una distorsione dei prezzi che ha prodotto investimenti sbagliati, bolle ecc.

        La crisi è necessaria. Il significato economico di una crisi è l’eliminazione degli errori fatti. Come un imprenditore singolo ha delle perdite se sbaglia, cosi una crisi sono perdite diffuse in tutta l’economia, cioè tanti subiscono perdite.

        Stampare significa non permettere al mercato di correggere gli errori e ripartire su basi sane.

        In ogni caso, ora con una crisi o tra qualche anno con una crisi piu grossa, sicuramente il sistema crollerà e l’economia potrà ripartire.. L’economia reale di cui parli anche tu.

  4. Edoardo says : Rispondi

    Le dinamiche macroeconomiche neoliberali dietro l’imperialismo sfrenato sono la causa prima della miseria che affligge il mondo come già fu con il colonialismo dal XVI secolo. Come si può pensare che spogliare una democrazia della sua economia sfornando oligarchie o peggio monopoli privati possa generare un beneficio, è paradossale !! Il sistema monetario stesso si fonda sul debito. Con il trattato di Lisbona viene sancita l’ esautorazione dei nostri governi e la loro subordinazione ad una elite non eletta di eurocrati che fa gli interessi dei mercati dei capitali. E con l’ esautorazione della sovranità monetaria con la nascita dell’ EURO e della BCE l’ europa è difatto schiava del debito. Tutta l’ offerta monetaria è emessa a fronte di prestiti e con l’ adesione al MES e al Fiscal Compact il pareggio di bilancio è entrato in costituzione e con esso la miseria. Certo, non c’è dubbio che un programma monetario sano come l’MMT di Mosler non possa attecchire in contesti governativi corrotti, per cui è prioritario licenziare le nostre amministrazioni (tutte) mandando a casa o meglio in galera i burattini (tutti) che le sovrintendono, ma non può e non deve giustificare la politica neobliberista/neoclassica venduta alle masse dai soliti signorotti (come il nostro caro Monti) con la balla del male necessario o come l’ “opportunità per fari passi avanti”, secondo la formula a loro tanta cara del PROBLEMA REAZIONE SOLUZIONE figlia del panem et circenses che dalla fondazione di Roma continuiamo a berla a quanto pare…

  5. Gabriele Finessi says : Rispondi

    Aggiungo…. Ma perché nessuno dice che il debito pubblico poteva rimanere li dove era e che sono proprio le pressioni fiscali (create con la scusa di sistemare il debito) che congelano l’economia?

    • Pierix says : Rispondi

      Semplice perchè le banche e la finanza non si arricchirebbe più alle nostre spalle e questo sarà fin che non ci avranno tolto l’ultimo centesimo, hanno visto che ci va vene e che stiamo buoni e cosi se ne approfittano, e i politici non fanno niente perchè anche loro investono nella finanza dato che noi ci lasciamo spennare senza muovere un dito. Vuoi scommettere che alle prossime elezioni qualcuno andrà a votare?

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