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Cosa è importante sapere sulla Tassazione degli Investimenti all’Estero?

da / Pubblicato in Blog, Fiscalità

Dopo le presentazioni del precedente articolo, inizio la mia rubrica sulla tassazione degli investimenti all’estero definendo alcune basi. Poi nei prossimi articoli vedrò di analizzare qualche caso-studio che serva da esempio. Cercherò di analizzare casi esemplari che servano a più persone possibile. Per consulenze specifiche sono comunque a disposizione di chi ne ha bisogno, è il mio lavoro quello di dare consulenza su questi aspetti. Qui sul blog però vorrei però dare delle linee guida gratuite che spero servano come base di partenza per tutti quelli che hanno investimenti all’estero o li vogliono fare.

Monitoraggio Fiscale

Il processo di liberalizzazione dei movimenti di capitali all’estero ha imposto il “monitoraggio fiscale”, una serie di adempimenti a carico dei contribuenti residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria e a carico degli intermediari che intervengono in operazioni di trasferimenti transfrontalieri di attività finanziarie.

Cosa si intende per investimenti esteri e attività estere di natura finanziaria?

Per investimenti esteri si intendono beni patrimoniali quali:
- gli immobili situati all’estero o i diritti reali immobiliari o quote di essi (ad esempio, comproprietà o multiproprietà);
- gli oggetti preziosi e le opere d’arte che si trovano fuori del territorio dello Stato;
- le imbarcazioni o le navi da diporto o altri beni mobili detenuti all’estero.

Per attività finanziarie estere si intendono quelle attività che producono redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria.

Quali sono i soggetti obbligati?

I soggetti tenuti agli obblighi di monitoraggio sono le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici fiscalmente residenti in Italia.

Gli obblighi di monitoraggio quando e come si eseguono?

Ogni anno, basta compilare il modulo RW da allegare alla dichiarazione dei redditi.
In questo modulo devono essere riportati:
1) gli investimenti e le attività finanziarie di importo superiore ad euro 10.000, dai quali possono essere conseguiti redditi di fonte estera tassabili in Italia;
2) l’ammontare dei trasferimenti superiori ad euro 10.000 eseguiti dall’Italia verso l’estero, all’estero verso l’Italia, dall’estero sull’estero che hanno interessato gli stessi investimenti e attività finanziarie.

Gli obblighi di monitoraggio sussistono, quindi, soltanto se gli investimenti esteri, le attività estere e le relative movimentazioni sono di consistenza superiore ad euro 10.000.

Gli investimenti e le attività estere vanno indicati a prescindere dall’effettiva produzione di redditi in Italia, basta anche che questa sia soltanto astratta o potenziale. Si pensi, ad esempio, agli immobili tenuti a disposizione, alle imbarcazioni, agli oggetti preziosi e le opere d’arte possedute all’estero che dovranno essere indicati a prescindere dalla effettiva produzione di un reddito imponibile nel periodo di imposta oggetto di monitoraggio.

Non sono tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi perché presento il 730; devo comunque adempiere agli obblighi di monitoraggio?

Assolutamente si, in questo caso basterà presentare il frontespizio della dichiarazione dei redditi assieme al modulo RW entro i termini previsti. Solitamente la scadenza è il 30 settembre dell’anno
successivo al periodo di imposta dichiarato; per i redditi 2011 la dichiarazione dei redditi deve essere presentata al massimo entro il 30 settembre 2012.

Per estero si intende fuori dalla Comunità europea?

Assolutamente no, gli obblighi di dichiarazione sussistono anche per tutti gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti negli Stati membri dell’Unione Europea, nonché per tutti i
trasferimenti relativi a tali investimenti ed attività.

Conclusioni

Ecco queste sono le nozioni base da tener presente. Ho cercato di semplificare il più possibile, se è poco chiaro potete comunque chiedere chiarimenti con delle domande qui sotto nel blog e sarò felice di rispondervi. Dal prossimo articolo cercherò di analizzare dei casi studio dove applichiamo quanto detto in questo articolo.

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Fabio Pauselli
Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti
Esperto di Investimenti e Business

23 Commenti to “Cosa è importante sapere sulla Tassazione degli Investimenti all’Estero?”

  1. Gio says : Rispondi

    Eccellente rubrica, io farei un corso Premium sulla fiscalita! A mio avviso questo è un argomento molto delicato che non possiamo ignorare se ci occupiamo di trading ma le cui informazioni sono sempre molto difficili da reperire in rete perchè spesso contrastanti o non aggiornate alla normativa vigente. A tal proposito Fabio ti chiedo se il tuo libro è sufficientemente aggiornato o se precedente rispetto a qualche nuova disposizione in materia fiscale per quanto concerne gli investimenti finanziari all’estero.

    • Fabio Pauselli says : Rispondi

      Ciao Gio,
      l’ebook è aggiornato alle ultime disposizioni in materia di tassazione del forex e cenni sul monitoraggio fiscale.
      Per quanto riguarda la patrimoniale all’estero, invece, è stata istituita successivamente.
      Sto valutando se proporre un aggiornamento all’ebook oppure, se ha riscontro, qualche evento formativo in tal senso.
      Grazie per i complimenti.
      Saluti,
      Fabio

      • Gio says : Rispondi

        Grazie per la risposta Fabio, a mio avviso sarebbe opportuno sia un aggiornamento all’ebook che un buon incontro per discutere di alcuni aspetti e casi particolari. Pensaci.

        Un saluto
        Gio

  2. elviopistis says : Rispondi

    Complimenti per questa rubrica, che tratta appunto argomenti che penso siano di interesse comune a tante persone che svolgono attività imprenditoriali, fimanziarie, trading ecc. Ciò detto, mi chiedevo se l’obbligo di monitoraggio per movimentazioni che superano 10.000 euro, sussista anche nel caso, perlatro spesso frequente per chi fa trading, in cui si apre il conto con più broker esteri, movimentatando contemporaneamente per ciascuno di essi un importo pari a 10.000 euro. Grazie

  3. Pie says : Rispondi

    Ciao Fabio,
    Ho trovato molto interessante quanto letto sopra. Vorrei chiederti in specifico come catalogare e dichiarare un’attività on line riguardante il settore della pubblicità. L’attività in questione, non so se la conosci, è BANNER BROKER (società canadese). Praticamente noi iscritti acquistiamo dello spazio web sotto forma di banner pubblicitari da questa società che lo gestisce per conto nostro per poi incassare dei profitti che variano a seconda di quanto spazio acquistiamo. La mia domanda è questa: qual’è il limite di guadagno annuo entro il quale non sono obbligato a dichiarare nulla?
    5.000 €?…..10.000 € ? E se si dichiarano si sommano al mio reddito pagando poi in base agli scaglioni IRPEF o hanno una tassazione a parte? Se la tua conoscenza in questo settore te lo permette attendo una risposta appena possibile, grazie anticipatamente…….

  4. Alexdiver60 says : Rispondi

    Buongiorno, mi sono letto un pò tutto il blog ma non mi sembra avre trovato una risposta al mio caso: dovrei portare all’estero una somma di denaro superiore ai 10.000 euro che, tuttavia, non userei come investimento ma per vivere all’estero e per supportare una famiglia locale in alcune spese (ampliamento della loro casa). Come mi devo comportare ai fini fiscali ? Non sto investendo il mio denaro e non ne ho alcun profitto, lo sto solo spendendo…grazie per le indicazioni che potrà darmi

    • Fabio Pauselli says : Rispondi

      Buongiorno Alex,
      se fa acquisti diretti dall’Italia non è necessario compilare il quadro RW. In caso contrario la sezione che a lei interessa è la Sezione I del quadro RW la quale non sempre va compilata.
      Le consiglio, pertanto, di dare un’occhiata alle istruzioni specifiche.
      Saluti,
      FP

  5. [...] abbiamo visto in un precedente articolo, gli obblighi di monitoraggio fiscale degli investimenti all’estero si espletano con la [...]

  6. luigina says : Rispondi

    Buona sera
    se cortesemente mi risponderete vi ringrazio anticpatamente.
    Come vengo tassati i redditi che si producono nella rete “talk Fusion” che si sta diffondendo tanto in italia? si tratta di acquistare un pacchetto di servizi pubblicitari (e-mail con video, ecc ) e trovare altri commercianti che lo acquistino, in modo da guadagnare anche sul loro acquisto e sulle vendite che questi effettueranno a commercianti loro “adepti”
    Premetto, che la persona interessata ha già una partita iva per attività di commerciante di abbigliamento.
    Grazie

    • Davide Colonnello says : Rispondi

      Ciao Luigina,

      Non conosciamo la rete talk Fusion direttamente ma informati con il tuo commercialista se si tratta di compravendita oppure di Network Marketing.
      Le due cose sono tassate in maniera diversa.

      Se non hai un commercialista di fiducia puoi scriverci una email tramite l’area contatti e la inoltreremo al nostro esperto Fabio Pauselli

  7. Mirco says : Rispondi

    Buongiorno,
    per un approfondimento sulla mia tesi sulle monete elettroniche ho effettuato un bonifico di 500 euro presso una banca di Malta sul c/c intestato ad una società di trading online anche essa con sede a Malta. Dopo alcuni tentativi di acquisto/vendita di moneta elettronica ho intenzione di azzerare il conto e trasferire l’eventuale plusvalenza/minusvalenza sul mio c/c in Italia. Come devo comportarmi dal punto di vista fiscale al momento della presentazione del mio 730?
    Grazie per la cortese attenzione.

    • Davide Colonnello says : Rispondi

      Ciao Mirco, se c’è una plusvalenza la dovresti comunque dichiarare e pagarci le tasse sul Capital Gain. Ti consigliamo però di contattare il tuo commercialista perchè possa darti la migliore risposta per il tuo caso. Se non ne hai uno mandaci una email e ti metteremo in contatto con il nostro.

  8. samuele says : Rispondi

    buonasera Fabio vorrei porti un domanda sulla moda del momento…Telexfree ( http://www.telexfree-business.com/come-funziona.htm) io ho iniziato da poco a lavorare con loro e devo dire che le possibilità di guadagnare molto ci sono… però nessuno in rete parla di come essere in regola con il fisco italiano… i guadagni percepiti da telexfree vanno considerate rendite finanziarie estere?? a fine anno telexfree tassa del 20% i guadagni percepiti,( pagano in dollari ) dopodiché aspettando il cambio buono… li trasferisco sul mio conto corrente… facendo cosi nessuno sa niente… come si puo dichiarare questo tipo di guadagno ed essere in regola con l’italia ed evitare di pagare sanzioni?? io ho anche la partita iva… cosa mi puoi consigliare? grazie.

    • Davide Colonnello says : Rispondi

      Ciao Samuele,

      Quest’anno a livello di dichiarazione sono cambiate tantissime cose. Ti consigliamo di contattare un commercialista che sappia cosa sono i Network Marketing per farti aiutare.
      Se non ne hai uno scrivici che ti metteremo in contatto con il nostro.

  9. Imma says : Rispondi

    Salve, volevo capire se il guadagno derivante da siti di network marketing facenti capo ad aziende estere e quindi in valuta estera siano da inserire in tale riquadro del 730 (o modello unico in base a chi fa la dichiarazione).
    Avendo una posizione lavorativa con un’azienda estera che paga per pubblicare annunci pubblicitari, avendo inoltre con la stessa delle spese da sostenere e una royalty del 20% che si trattengono sui guadagni a fine anno (tutto documentato da fatture), ed essendo questi guadagni derivanti sia dagli annunci pubblicitari pubblicati sia da provvigioni derivanti dal MLM, se tali guadagni vadano inseriti totalmente in questo “modulo RW” (ovvero al lordo delle spese sostenute, o vada indicato solo il netto ) e se vadano comunque indicati anche qualora siano inferiori ai 10.000 euro per i soli redditi derivanti da tali attività (quindi escludendo altri redditi della persona che fa il 730).
    Infine vorrei gentilmente sapere quale aliquota si applica a tali redditi e se bisogna versare anche qualcosa all’inps per tali tipi di lavoro, e se superati i 10.000 euro annui (totali) sia necessaria l’apertura di partita iva.

    Dimenticavo, nel contratto con l’azienda siamo inquadrati come lavoratori indipendenti.

    Grazie

    • Davide Colonnello says : Rispondi

      Ciao Imma,

      Quest’anno a livello di dichiarazione sono cambiate tantissime cose. Ti consigliamo di contattare un commercialista che sappia cosa sono i Network Marketing per farti aiutare.
      Se non ne hai uno scrivici che ti metteremo in contatto con il nostro.

  10. Linda says : Rispondi

    salve… io ho appena iniziato con il guadagno online… al momento uso probux che mi genera guadagni , diciamo spiccioli e li metto su paypal… io guardando su internet ho letto che va dichiarato anche un euro quando lo si guadagna… la mia domanda è, visto che incasso questi spiccioli su paypal e paypal ha sede in lussemburgo, è soggetta a controlli dal fisco italiano? essendo a carico dei miei questi spiccioli li devo far mettere da mio padre nella dichiarazione dei redditi?? grazie in anticipo!

  11. Ciao Linda,
    in linea generale questi compensi vanno dichiarati, tuttavia ti consiglio di affidarti ad un collega che possa verificare la tua situazione fiscale a 360° e consigliarti al meglio.
    Un saluto,
    Fabio Pauselli

  12. fabio says : Rispondi

    Buongiorno sono a chiederVi un parere su un investiment estero che ho fatto, su una piattaforma web di crowfunding ho versato con bonifici bancari, tacciabili, alcune migliaia di euro in banche in Lettonia, Cipro, Irlanda, ora Vi chiedo come vanno tassati i rendimenti, oltre il 50% e se incorro in qualche infrazione delle leggi italiane,
    In attesa di un Vs. Gradito riscontro, saluto cordialmente
    Fabio

  13. Fabio says : Rispondi

    Buongiorno e buon Anno,
    Il crowfunding si sta rilevando un ottimo strumento di finanziamento, soprattutto per quelle start-up che difficilmente riescono a reperire risorse nei tradizionali canali bancari. L’Italia in tal senso, tramite la Consob, è stato il primo paese in Europa a disciplinare la materia. Per rispondere alla sua domanda bisogna capire che tipologia di investimenti crowfunding ha effettuato. Se ha versato delle somme a fronte del riconoscimento di una sorta di tasso di interesse (come avviene per le somme date a mutuo o prestito), il c.d. reward crowfunding, oppure in cambio ha ricevuto delle partecipazioni da parte delle società finanziate, c.d. equity crowfunding. Quest’ultima tipologia, in particolare, prevede l’investimento di denari in una o piú societa acquisendone delle quote. In tal caso si acquisiscono i consueti diritti connessi con l’essere socio di una società e, per ciò che ci interessa in questa sede, mi riferisco in particolare al diritto di percepire dei dividendi. Detto ciò, in entrambe le tipologie di crowfunding i ritorni dalle somme investite sono assimilabili ai redditi di capitali e tassati come tali. Le consiglio di affidarsi ad un consulente che possa comprendere al meglio gli investimenti da Lei effettuati e assisterla negli adempimenti conseguenti.
    Cordialità,
    Fabio Pauselli

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