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I Titoli di Stato Italiani sono sicuri?

I titoli di Stato italiani sono una delle forme di investimento preferite dalla maggior parte dei risparmiatori del nostro paese. L’acquisto di BOT, CCT e BTP è un’operazione che il piccolo risparmiatore, cioè le famiglie, la gente comune, quella che di Borsa, azioni e obbligazioni non sa nulla o quasi, compie con tranquillità perché pensa di avere la certezza che il suo capitale sia garantito dallo Stato.

Ma è proprio così vero che i titoli di stato italiani sono sicuri? Vediamo prima quali alternative ha l’investitore medio che sceglie solo tra gli investimenti più comuni.

Le obbligazioni sono rischiose?

I risparmiatori preferiscono i BOT, BTP o CCT alle obbligazioni emesse da una società privata. Infatti, seppure garantiscano un reddito fisso nel tempo per tutta la durata dell’investimento e prevedano il rimborso a scadenza dell’intera somma versata è ritenuta un’operazione piuttosto rischiosa per il normale cittadino. Il denaro rimane immobilizzato per anni e, visto il periodo economico attuale in cui non si riesce a prevedere l’andamento dei mercati e della produzione a lungo termine, ci si potrebbe ritrovare con dei titoli fortemente svalutati o addirittura il rischio di avere della carta straccia qualora ci fosse un crack della società che li ha emessi.
E’ vero che ci si può sempre liberare di essi non appena si fiuta che qualcosa non va, ma si ricava una cifra irrisoria e ben al di sotto di quella investita e soprattutto le famiglie e la gente comune che non stanno di solito con l’occhio puntato sui listini di Borsa finirebbero per accorgersi dei problemi quando ormai è troppo tardi.

Le Azioni sono rischiose?

Le stesse affermazioni si possono fare per quel che riguarda le azioni, che tra l’altro offrono un utile variabile e aleatorio che dipende dall’andamento della società.
E’ sufficiente citare il caso Parmalat per rendersi conto dei rischi e di quante persone abbiano perso i loro risparmi riponendo la loro fiducia in un’azienda che pareva solida e affidabile; certo forse gli addetti ai lavori erano a conoscenza dei problemi della società di Tanzi, ma non il piccolo risparmiatore.

I titoli di Stato Italiani sono sicuri?

Chi quindi preferisce un piccolo guadagno ma sicuro, cercando certezze tra gli investimenti comuni, investe in BTP, CCT, BOT perché lo Stato pare fornire alte garanzia di solidità e stabilità…
“Lo Stato non può fallire” era la convinzione della gente comune e dunque la maggior parte degli italiani ha comprato BOT, CCT e BTP che ritenuti più appetibili in quanto assolutamente non rischiosi.

Tutti questi risparmiatori però non hanno mai fatto una considerazione piuttosto ovvia che forse li avrebbe portati a desistere e a orientarsi verso altre forme di investimento.

Il dato importante sul funzionamento dei titoli di stato

Lo Stato alla scadenza ha sempre restituito i capitali investiti procurandosi la cifra sufficiente con l’emissione di nuovi titoli, se non fosse riuscito a trovare un numero sufficiente di compratori non avrebbe potuto rimborsare il denaro. Finora quest’eventualità non è mai avvenuta, ma non sembra essere l’esatto funzionamento di un gigantesco schema Ponzi?

Ora però ci troviamo in un momento molto particolare.
I mercati finanziari ritengono l’Italia un paese a forte rischio “debito”, cioè ha un debito pubblico troppo alto e una crescita economica troppo bassa rispetto agli altri paesi della zona Euro, perciò iniziano a nutrire dei dubbi sulla sua affidabilità a far fronte ai pagamenti.
Questa diffidenza dei mercati fa sì che i tassi di interesse pagati dallo Stato sui titoli di nuova emissione siano alti (più un titolo è rischioso e maggiori sono gli interessi), si tratta del famoso spread che in pochi mesi è salito in maniera vertiginosa.

Ciò significa quindi che i titoli pubblici offrono al momento rendimenti alti, ma é divenuto difficile trovare dei compratori e se l’asta di vendita va deserta non vi sarà denaro per rimborsare BOT, CCT e BTP in scadenza.

Una domanda su cui riflettere

?I tassi di interesse così alti, soprattutto per quello che riguarda i Buoni del Tesoro Poliennali che sono a lungo termine, prevedono l’obbligo per lo Stato di corrispondere ai possessori ingenti somme alla scadenza di ogni cedola, riusciranno le casse italiane a sopportare questi costi per anni senza aggravare ulteriormente il debito pubblico e a continuare a raccogliere nuovo denaro per continuare a rimborsare i vecchi titoli in scadenza e gli interessi maturati?

6 Commenti to “I Titoli di Stato Italiani sono sicuri?”

  1. Fabrizio says : Rispondi

    Continuo a pensare che i titoli del tesoro siano un investimento più sicuro delle obbligazioni private, e provo a spiegare il perché con un ragionamento semplice.

    I motivi sono tre:
    1.rendimento
    2.tassazione
    3.rimborso (quanto valgono i titoli a scadenza? O meglio, che cosa rischio se chi e emette il titolo fallisce?)

    Ho letto con interesse questo post, e condivido in buona parte il discorso. Il succo è che finora i titoli di stato erano considerati 100% sicuri perché “lo Stato non può fallire”, quindi più affidabili delle obbligazioni di una società privata. Poi è arrivato il caso Grecia, che ha dimostrato che anche uno stato può andare in default. Quindi non è del tutto vero che dare i soldi allo Stato sia più sicuro che darli ad un’azienda privata. Ma è comunque più rischioso? Non è detto. E cercherò di spiegare il perché.

    1.RENDIMENTO
    Oggi i BTP a 10 anni rendono il 7% lordo, mentre non mi risulta che si siano emissioni di obbligazioni private di primarie aziende (es. ENEL) con rendimenti superiori al 5%. Finchè lo spread con il Bund si mantiene sopra i 500 punti, i nostri BTP saranno emessi al 7% lordo e oltre.

    2.TASSAZIONE
    I BTP sono tassati al 12,5% mentre tutte le altre forme di investimento, sia i titoli che le obbligazioni che i conti correnti, sono tassati al 12,5%. Ovvio, lo Stato ha fissato queste aliquote con lo scopo di attrarre gli investimenti verso i BTP.

    3.RIMBORSO
    Prendiamo proprio il caso Grecia: che cosa è successo lì? Siccome lo Stato non era in grado di pagare le spese più gli interessi, ha concordato con la UE una “ristrutturazione” del debito. Che cosa vuol dire? Semplicemente, che i possessori di titoli di stato greci alla scadenza si vedranno rimborsata solo una parte del loro capitale, circa il 70% invece del 100%. Se anche l’Italia andasse in default, probabilmente succederebbe qualcosa di analogo, cioè un rimborso al 70%.
    Ora proviamo a considerare il confronto con l’azienda privata. Se la Parmalat fallisce, quanto valgono le mie obbligazioni? Niente, zero. Altro che il 70% di rimborso. Se invece lo Stato Italiano fallisce, i miei BOT e BTP valgono il 70%, se facciamo come la Grecia. Be’, non è poi così male. Considerato poi che i titoli di Stato a lunga scadenza (20 o 30 anni) sono scambiati tra il 70 e l’80% del loro valore nominale, vuol dire che andiamo quasi alla pari con l’investimento iniziale.

    Non so se sono riuscito a spiegarmi bene, ma spero di aver reso il concetto.

    Confrontando obbligazioni private e titoli di stato italiani a 10 anni, i BTP sono un investimento più remunerativo e più sicuro per tre ragioni:
    1) rendono di più
    2) sono tassati di meno
    3) il rischio in caso di fallimento è di vedere rimborsato il capitale solo in parte, ma non azzerato

    Fabrizio

  2. [...] 18, 2012 // Abbiamo parlato ultimamente dei titoli di Stato Italiani e discusso sul fatto che i titoli siano sicuri o rischiosi. Certo è che Obbligazioni e Azioni sono tra gli strumenti finanziari più usati dagli italiani. [...]

  3. [...] 24, 2012 // Nei precedenti articoli abbiamo discusso molto sul fatto che i titoli di stato italiani siano rischiosi o meno. Abbiamo parlato della differenza tra investimenti comuni fatti dalla “massa” e [...]

  4. Cremonafactory says : Rispondi

    ·MI SCUSI MINISTRO FORNERO,
    FLESSIBILITA’ IN USCITA ED IN ENTRATA, DA DOVE ? DALLA PORTA DI CASA ? NEL SENSO CHE I NOSTRI RAGAZZI ESCONO DI CASA, FANNO UN GIRO IN CORTILE E POI RIENTRANO ?
    O DALLE FABBRICHE?

    GAME
    OVER

    GIOCO FINITO
    ALLA C.A. DELLA
    PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

    CHI VA A PRODURRE ALL’ESTERO E REIMPORTA IN ITALIA E’ UN CRIMINALE COMMERCIALE PERCHE’:
    1)LASCIA A CASA GLI OPERAI IN ITALIA
    2) ELUDE TOTALMENTE IL FISCO COL GIOCHETTO DELLA SOVRAFATTURAZIONE DEL PRODOTTO REIMPORTATO . PER DARE UN IDEA DELLE PROPORZIONI DEL FENOMENO, LA LUXOTICA NEL 2009 ACCETTO’ DI PAGARE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE UN ASSEGNO CIRCOLARE DI 300 MILIONI DI EURO (600 MILIARDI DI LIRE) NON A SEGUITO DI UN ACCERTAMENTO, MA PER EVITARE CHE L’ ACCERTAMENTO SU UNA DELLE DUE FINANZIARIE CHE HA ALL’ESTERO , NON FOSSE MAI APERTO. SE VENISSERO ACCERTATI 10.000 ARTIGIANI O NEGOZIANTI (CON UN NOTEVOLE IMPIEGO DI UOMINI E MEZZI PER FARLO) E SCOPRIRE CHE CIASCUNO DI ESSI MEDIAMENTE PER IPOTESI HA EVASO 10.000 EURO IN UN ANNO , L’EVASIONE ACCERTATA TOTALIZZEREBBE 100 MILIONI DI EURO, PARI A 1/3 QUINDI DI QUELLA ACCERTATA SU UNO SOLO DEI PRODUTTORI ALL’ESTERO ANZI DETTO. E SONO CENTINAIA DI MIGLIAIA I SOGGETTI GIURIDICI ITALIANI CHE, DA 25 ANNI, PRODUCONO ALL’’ESTERO E POI REIMPORTANO IN ITALIA. A QUALE PREZZO DI COSTO REIMPORTERA’ LE CALZE PRODOTTE IN CINA LA OMSA ? SE LE VENDE IN ITALIA P.E. A 5 EURO, LE REIMPORTA DALLA CINA, A 0.25 QUANTO LE COSTANO, O A 4,99 IN MODO DA REALIZZARE SOLO 0,1 EURO DI UTILE IN ITALIA?
    3)METTE SUL LASTRICO CHI, DURAMENTE, HA CONTINUATO A PRODURRE IN ITALIA.

    LA CINA NON DIVENTERA’ MAI UN MERCATO PER I NOSTRI PRODOTTI PERCHE’ E’ IL PIU’ GRANDE STATO COMUNISTA AL MONDO CHE APPLICA IL CAPITALISMO ALLO STATO PURO: NON FA CRESCERE GLI STIPENDI DEI SUOI OPERAI. POCHE CIFRE PARLANO CHIARO:
    1) LO STIPENDIO DI UN CINESE ERA 25 ANNI FA 100 EURO AL MESE , OGGI E’ 300 EURO AL MESE , L’OPERAIO CINESE COSTA OSSIA ANCORA SOLO 1/10 DEI NOSTRI OPERAI: NON SONO I NOSTRI OPERAI CHE COSTANO TROPPO , MA SONO QUELLI CINESI CHE COSTANO TROPPO TROPPO POCO.
    2) LA BILANCIA COMMERCIALE CINA –ITALIA IN 25 ANNI E’ PASSATA DA 1 A 1 A 5 A 1 IN FAVORE DELLA CINA: OGNI EURO CHE ESPORTIAMO IN CINA CE NE ARRIVANO DENTRO 5 EURO DALLA CINA.
    3) I CINESI CON UN REDDITO SUPERIORE AI 20.000 EURO ANNUI SONO SOLO 60 MILIONI A CUI CERCA DI VENDERE TUTTO IL MONDO . TROPPO , TROPPO POCHI: DOPO 25 ANNI DI DELOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA IN CINA AVREBBERO DOVUTO ESSERE ALMENO 600 MILIONI, SONO SOLO 60 MILIONI IN QUANTO LO STATO CINESE NON FA CRESCERE GLI STIPENDI DEI SUOI OPERAI. GAME OVER : IL GIOCO E’ FINITO.
    I CINESI SONO IN GRADO DI PRODURRE I NOSTRI STESSI PRODOTTI CON LO STESSO STANDARD QUALITATIVO. PERCHE’ DOVREBBERO COMPRARLI DA NOI ? PER QUATTRO BOTTIGLIE DI VINO, UN PO’ DI GRANA E PROSCIUTTO CRUDO , DUE LAMBORGHINI E DUE FERRARI CI DOBBIAMO FAR MASSACRARE? QUESTE INDUSTRIE OCCUPANO POCH E MIGLIAIA DI ADDETTI IN ITALIA MENTRE LA PRODUZIONE DEI BENI DI MASSA CHE OCCUPEREBBE MILIONI DI ADDETTI IN ITALIA SI E’ SPOSTATA TUTTA IN CINA E INDIA.
    NEGLI ULTIMI 25 ANNI SI E’ VERIFICATA UNA ENORME CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA IN POCHE MANI , IN POCHE FAMIGLIE PER TRE MOTIVI:
    1) LA NASCITA DEI CENTRI COMMERCIALI CHE HA DETERMINATO LA SCOMPARSA DI 1 MILIONE DI NEGOZI E AUTONOMI DEL COMMERCIO SOSTITUITI DA POCHE CATENE CHE PRODUCONO ALL’ESTERO E VENDONO PRODOTTO IMPORTATO.
    2) LA DELOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA ALL’ESTERO: QUASI TUTTI I GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI ITALIANI SONO ANDATI A PRODURRE ALL’ESTERO REALIZZANDO ENORMI GUADAGNI ELUSI TOTALMENTE AL FISCO COL GIOCHETTO DELLA SOVRAFATTURAZIONE DEL PRODOTTO REIMPORTATO. QUESTI GRUPPI IN 25 ANNI SONO DIVENTATI PROPRIETARI IN ITALIA DI AUTOSTRADE , BANCHE , ASSICURAZIONI E CENTRI COMMERCIALI .
    3) LE BANCHE NON SVOLGONO PIU’ LA FUNZIONE SOCIALE CHE HANNO NELLO LORO STATUTO PER CUI SONO STATE CREATE: QUELLO DI PRESTARE SOLDI A FAMIGLIE ED IMPRESE . SONO DIVENTATE SOLO BANCHE D’AFFARI , VOTATE SOLO AL MERO GUADAGNO DEI LORO POCHI AZIONISTI DI MAGGIORANZA .
    QUESTA ENORME CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA IN POCHE MANI HA FATTO SI CHE IL CETO MEDIO, INTENDENDO PER CETO MEDIO IL NEGOZIANTE MASSACRATO DAI CENTRI COMMERCIALI, L’ARTIGIANO MASSACRATO DALLA CONCORRENZA CINESE INTERNA ED ESTERNA, L’IMPIEGATO PUBBLICO E PRIVATO , GLI OPERAI DELLE FABBRICHE IN ITALIA , CHI PRENDE INSOMMA TRA GLI 800 E I 2000 EURO NETTI AL MESE , DIVENTERA’ SEMPRE PIU’ POVERO NEI PROSSIMI 2/3 ANNI FINO A RAGGIUNGERE LA SOGLIA DI POVERTA’ E LA MENSA COMUNALE .

    LO STATO ITALIANO DEVE , ATTRAVERSO IL SUO
    BRACCIO FORTE CHE E’ LA GUARDIA DI FINANZA :

    A) COMMISSARIARE LE BANCHE CHE NON

    PRESTANO DENARO A FAMIGLIE ED IMPRESE .

    B) PROTEGGERE CHI PRODUCE IN ITALIA CON

    DAZI AL 200% E QUOTE ALL’IMPORTAZIONE

    VERSO QUEGLI STATI CHE NON FANNO

    CRESCERE GLI STIPENDI DEI LORO OPERAI,

    VERSO LA CINA IN TESTA .

    C) FAR FARE FABBRICHE E NON CENTRI
    COMMERCIALI . NON PUO’ ESSERCI CONSUMO,
    SE NON C’E’ PRODUZIONE NAZIONALE FATTA IN
    ITALIA.

    NON CI SONO ALTRE STORIE , PER USCIRE DA QUESTA CRISI EPOCALE NON CI SONO ALTRE RICETTE , NON CI SONO ALTRE BALLE SE NON VOGLIAMO DIVENTARE POVERI IN POCHI MESI COME LA GRECIA ED IL PORTOGALLO CON MISURE DI AUSTERITY E BASTA : MILIONI DI ATTIVITA’ COMMERCIALI ED IMPRESE DI OGNI GENERE E TIPO, DALLA PRODUZIONE ,AL COMMERCIO, ALL’EDILIZIA, AI SERVIZI CHIUDERANNO NEL GIRO DI 1-2 ANNI DA OGGI E DUE MILIONI DI DIPENDENTI PUBBLICI PERDERANNO IL POSTO DI LAVORO . ESATTAMENTE QUELLO CHE STA ACCADENDO IN GENNAIO E FEBBRAIO DEL 2012 IN GRECIA E PORTOGALLO CON LE MISURE DI AUSTERITY VARATE A FINE 2011 CHE HANNO AZZERATO I CONSUMI.
    LE STESSE MISURE ADOTTATE IN ITALIA : AUMENTO DELL’IVA , AUMENTO SPROPOSITATO DEL COSTO DELLA BENZINA E DIESEL, IMPOSTA SULLA PRIMA CASA, RADDOPPIO DEL TICKET E DELLE SPESE SANITARIE E PER LE MEDICINE, AUMENTO DELLE BOLLETTE DEL GAS E DELL’ENERGIA ELETTRICA, SANZIONI STRADALI (AUTOVELOX,T-RED, DIVIETI DI SOSTA) SPROPOSITATE, DRENANO GLI STIPENDI E AZZERANO QUINI I CONSUMI. LO SA ANCHE UN BAMBINO, ANZI LO SA ANCHE UN IMBECILLE CHE SE AUMENTI LA BENZINA, SE TUTTI I GIORNI CI DEVI METTERE DENTRO 10-15 EURO NELLA MACCHINA E MULTI LA GENTE SULLA STRADA ( OGNI FAMIGLIA E’ COLPITA MEDIAMENTE DA 150 EURO DI SANZIONI STRADALI AL MESE), FERMI I CONSUMI. CALI DEGLI INCASSI E DEI FATTURATI REGISTRATI IN ITALIA DELL’ORDINE DEL 30-40% IN TUTTO IL COMMERCIO DA DICEMBRE 2011 SONO SOSTENIBILI PER 5-6 MESI. SE IL COMMERCIO NON INCASSA , NEANCHE L’INDUSTRIA CHE HA VENDUTO AL COMMERCIO NON INCASSA. IL SISTEMA CROLLA. LO STATO NON RIESCE PIU’ AD INCASSARE DA CITTADINI ED IMPRESE FINO A QUANDO’ PRESTO SI VERIFICHERA’LA MANCATA RESTITUZIONE DEGLI INTERESSI SUL DEBITO CHE SIGNIFICA DEFAULT DELLO STATO.
    MILIONI DI ATTIVITA’ COMMERCIALI ED IMPRESE DI OGNI GENERE E TIPO, DALLA PRODUZIONE ,AL COMMERCIO, ALL’EDILIZIA, AI SERVIZI CHIUDERANNO NEL GIRO DI 1-2 ANNI DA OGGI E DUE MILIONI DI DIPENDENTI PUBBLICI PERDERANNO IL POSTO DI LAVORO .
    SOLO MISURE DI AUSTERITY METTONO UN PO’ A POSTO I CONTI PUBBLICI MA NON FANNO CRESCITA, ANZI FANNO SOTTOSCRESCITA.
    NON PUO’ ESSERCI CRESCITA SE NON C’E’ PRODUZIONE INDUSTRIALE NAZIONALE . E’ COSI’ DALLA NOTTE DEI TEMPI PERCHE’ E’ CON LA PRODUZIONE INDUSTRIALE , CON LA RIVOLUZIONE INDISTRIALE CHE SI E’ SVILUPPATO IL MONDO E SI E ‘ CREATA RICCHEZZA NEL MONDO. NON PUO’ ESSERCI PRODUZIONE INDUSTRIALE NAZIONALE SE NEL CONTESTO MONDIALE IN CUI OPERIAMO NON C’E’ PROTEZIONE DELL’INDUSTRIA NAZIONALE . LA PRODUZIONE INDUSTRIALE , LA PRODUZIONE DI RICCHEZZA SI E’ SPOSTATA IN CINA E IN INDIA , VA RIPORTATA IN ITALIA. NON CI SONO PIU’ BALLE.
    NON SAREBBE MEGLIO CHE LO STATO PROTEGGESSE DALL’IMPORTAZIONE LA OMSA E LA LUXOTTICA IN MODO CHE RITORNINO A PRODURRE IN ITALIA? NON SAREBBE MEGLIO INCENTIVARE CHI RITORNA IN ITALIA CON DETASSAZIONE DEGLI UTILI, DEL CARBURANTE, DELL’ENERGIA, DEI CONTRIBUTI (LE IMPRESE VERSANO 35 ANNI DI CONTTIBUTI , MA IL DIPENDENTE VA IN PENSIONE A 65 ANNI E CREPA A 74, 26 ANNI E’ IL GUADAGNO NETTO DELLO STATO SU CIASCUN DIPENDENTE ) E CON LA POSSIBILITA’ DI LICENZIARE GLI ASSENTEISTI CRONICI ? NON SAREBBE MEGLIO ? CHIARO IL CONCETTO?
    NON CI PUO’ ESSERE CRESCITA IN ITALIA SE NON SARANNO VARATE SUBITO LEGGI PROTEZIONISTICHE DELLA CRESCITA: I TRE PUNTI A-B-C SOPRA DETTI CHE LO STATO ITALIANO DEVE ATTUARE SUBITO. NON CI SONO STORIE . NON CI SONO ALTRE BALLE PER USCIRE DALLA CRISI. GIORNALI E TV NON NE PARLANO ,NESSUNO FINORA HA COLTO IL PUNTO PERCHE’ I GRANDI GRUPPI INDUSTRIALI CHE HANNO INVECE DELOCALIZZATO ALL’ESTERO CONTROLLANO TOTALMENTE MEDIA E PARTITI.
    NON BISOGNA PENSARE A QUALE INCOMPRENSIBILE RAGIONE POSSA AVER SCATENATO LA CRISI. LA RAGIONE E’ MOLTO SEMPLICE ED E’ UNA UNA SOLA : LA CRISI E’ SOLO DOVUTA ALLA MANCANZA DI PRODUZIONE FATTA IN ITALIA .
    DICONO CHE SIA COLPA DELLE BORSE MA LA CRISI DOVUTA ALLE BORSE DEVE ANCORA ARRIVARE E SARA’ DEVASTANTE QUANDO SI SCOPRIRA’CHE PER COLPA DI TUTTI I DERIVATI IN CIRCOLAZIONE NEL MONDO , L’AMMONATARE DEI TITOLI EMESSI E’ INFERIORE SCRIVONO DI CIRCA 8 VOLTE LO STOCK IMMOBILIARE POSTO IN GARANZIA . QUELLI CHE VEDIAMO ORA SONO SOLO PICCOLI ANTICIPI DI CRISI DI BORSA. LA CRISI IN ITALIA NON E’ CERTO DETERMINATA DALLE BORSE ALMENO PER IL MOMENTO MA PER IL FUGGI FUGGI DELLA TOTALITA DI INTERI SETTORI PRODUTTIVI ITALIANI ALL’ESTERO, VERIFICATOSI NEGLI ULTIMI 25 ANNI.
    IN QUESTI ULTIMI 25 ANNI LA MANODOPERA LASCIATA A CASA DALL’INDUSTRIA CON LA DELOCALIZZAZIONE ALL’ESTERO E’ STATA RICICLATA NEL SETTORE PUBBLICO CHE CHIARAMENTE NON PUO’ REGGERE SENZA PRODUZIONE DI RICCHEZZA, SENZA PRODUZIONE INDUSTRIALE FATTA IN ITALIA E CHE DA LAVORO AGLI ITALIANI CHE COSI POI POSSONO PAGARE LE TASSE E CON LE TASSE PAGARE IL SETTORE PUBBLICO. INFATTI CON LA DELOCALIZZAZIONE ABBINATA ALL’ELUSIONE TOTALE ATTUATA CON LA SOVRAFATTURAZIONE DEL PRODOTTO REIMPORTATO IL DEBITO PUBBLICO E’ RADDOPPIATO PROPRIO NEGLI ULTIMI 25 ANNI.
    CONTINUE EMISSIONI DI BOT E CCT ACQUISTATI DALLE BANCHE FINORA HANNO SALVATO LO STATO MA ORA LE BANCHE TREMANO PERCHE’ SI RENDONO CONTO CHE LO STATO ITALIANO NON SARA’ PIU’ IN GRADO DI RESTITUIRE GLI INTERESI SUL DEBITO E QUINDI POI NEMMENO IL CAPITALE .
    PER QUESTO LE BANCHE NON IMMETTONO LIQUIDITA’ NEL SISTEMA PERCHE TEMONO IL DEFAULT DELLO STATO. GAME OVER, IL GIOCO E’ FINITO: PER SALVARE STATO, BANCHE, IMPRESE E GENTE COMUNE NON C’ E’ ALTRA VIA SE NON QUELLA DELLA PRODUZIONE FATTA IN ITALIA. CHIARO IL CONCETTO, L’UNICO CONCETTO.
    GAME OVER. IL GIOCO E’ FINITO. SERVE SUBITO IL CONTRARIO: CHE IL SETTORE PUBBLICO SIA RICICLATO NELL’ INDUSTRIA, MA LA NUOVA INDUSTRIA, LE NUOVE FABBRICHE VANNO SUBITO PROTETTE ALTRIMENTI L’INDUSTRIA NON PUO NEMMENO NASCERE PERCHE SAREBBE SUBITO MASSACRATA DALL’ IMPORTAZIONE .

    AIUTATEMI PER FAVORE A SOSTENERE CON TUTTE LE
    VOSTRE FORZE QUESTI TRE PUNTI A-B-C . COME POTETE AIUTARMI?
    FACENDO ISTANZE AL VOSTRO PARTITO,
    ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE ED ALLA GUARDIA DI
    FINANZA PERCHE’ QUESTE TRE MISURE DI CUI AI
    PUNTI A-B-C SOPRA DETTI SIANO ATTUATE E
    SUBITO DAL GOVERNO.
    PER FAVORE, NON LASCIAMOCI MASSACRARE. PER FAVORE, AIUTATEMI A NON FARCI MASSACRARE.
    IL GOVERNO E I MEDIA PARLANO SOLO DI FINANZA E COMUNITA’ ECONOMICA , NON DI PRODUZIONE FATTA IN ITALIA . SCUSATE MA LA FINANZA VIENE DOPO. L’EURO PURE. PRIMA VIENE L’ITALIA. SCUSATE LO SFOGO MA COME VOI NON NE POSSO PIU’ DI SENTIRE BALLE E COSE DI POCO CONTO CHE NON RISOLVONO IL PROBLEMA ALLA BASE . SCUSATE LO SFOGO MA AIUTATEMI A FAR SENTIRE QUESTA VOCE, . NON SONO DI UN PARTITO E NON MENE FREGA NIENTE DI CREARE UN PARTITO. BUONA FORTUNA.
    .
    GAME
    OVER

    GIOCO FINITO

    ALLA C.A. DELLA
    PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

    DOTT. ALESSANDRO GOVONI GVNLSN65D27D869F

    ESPERIENZA LAVORATIVA

    • da 2003 a 2012 Cremona Factory srl
    • Nome e indirizzo del datore di lavoro Via Castelletti, 4 -26037-S.Giovanni in Croce (CR)
    • Tipo di azienda o settore Retail abbigliamento
    • Principali mansioni e responsabilità Responsabile finanziario e commerciale
    Azienda aperta con zero euro di capitale iniziale e proprio. .

    • da 1995 a 2002 Linea Verde Snc
    • Tipo di azienda o settore Produzione e commercio abbigliamento
    • Principali mansioni e responsabilità Responsabile finanziario, produttivo e commerciale punti di vendita diretti e in franchising (40 punti vendita).
    Azienda al mio arrivo con un debito bancario di 1 mld di lire di cui ho azzerato il debito.

    • 1993-1995 Hong Kong Trading
    Sede di lavoro Hong Kong

    ISTRUZIONE E FORMAZIONE

    • 1992-1993 PRODUCT MANAGER
    • Nome e tipo di istituto IFOA
    IL PRODOTTO, DALLA NASCITA AL SELL-OUT

    • Principali materie / abilità- professionali oggetto dello studio LAUREA IN ECONOMIA E COMMERCIO
    • 1986-1993 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA
    INDIRIZZO GIURIDICO , TESI IN MARKETING: “LA DELOCALIZZAZIONE PRODUTTIVA E POSSIBILITA’ DI SVILUPPO COMMERCIALE IN LOCO DELLE IMPRESE ITALIANE ALL”ESTERO”.
    7 punti all’ Esame di Laurea, uno de punteggi più’ alti mai registrati.
    Sunto della Tesi : : va bene delocalizzare ma per vendere là e non deve comportare lo smantellamento della fabbrica in Italia, ma se reimporti distruggi il territorio.

    • 1991 ERASMUS

    • 1989

    • Nome e tipo di istituto di formazione

    • 1988

    • 1985-1986 UNIVERSITA’ DI ECONOMIA E COMMERCIO DI BARCELLONA (SPAGNA)

    Corso “SVILUPPO DELLE CAPACITA’ IMPRENDITORIALI GIOVANILI

    IFOA

    CORSO DI MEMORIA E APPRENDIMENTO VELOCE

    SERVIZIO MILITARE NEL CORPO DEI PARACADUTISTI
    DI PISA E LIVORNO CAPORALMAGGIORE CAPOPEZZO ARTIGLIERIA PESANTE

    1984 DIPLOMA IN RAGIONERIA

    CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI Ho acquisito la capacità di non farmi mettere i piedi in testa dalle banche azzerando l’indebitamento bancario senza minare lo sviluppo commerciale.

  5. [...] il debito, la situazione non è rosea. In questo altro articolo abbiamo discusso sul fatto che i titoli di stato italiani siano sicuri o meno. [...]

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