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La tassazione degli investimenti all’estero: il quadro RW

da / Pubblicato in Blog, Fiscalità

Come abbiamo visto in un precedente articolo, gli obblighi di monitoraggio fiscale degli investimenti all’estero si espletano con la presentazione del quadro RW. Questi fa parte della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e si compone di 3 sezioni. Il modulo RW va presentato da tutti coloro che detengono attività all’estero e al verificarsi di alcune condizioni; vediamole nel dettaglio.
 

Sezione I

 
Riguarda i trasferimenti di operazioni diverse dagli investimenti esteri, effettuate attraverso non residenti e senza il tramite di un intermediario residente. Questa sezione è residuale e difficilmente viene compilata; la maggioranza di coloro che sono obbligati a redigere il modello RW è, infatti, titolare di investimenti ed attività estere.
 

Sezione II

 
In questa sezione vanno indicati gli ammontari delle attività estere, distinte per ciascuna tipologia, che al termine di ciascun periodo di imposta (31 dicembre) siano superiori all’importo di 10.000 euro. Dovranno essere indicate per ciascun Stato estero in cui si trovano e indipendentemente dalla effettiva produzione di redditi tassabili in Italia; a tal fine c’è una casella nella colonna 4 dello modello RW che andrà barrata nel caso in cui le attività dichiarate nel presente quadro siano infruttifere o producano redditi in un successivo periodo di imposta.
 

Sezione III

 
Vanno riportati i flussi dei trasferimenti di denaro o titoli effettuati attraverso intermediari residenti e non residenti che nel corso dell’anno hanno interessato gli investimenti e le attività estere riportate nella Sezione II e il cui importo, tenuto conto anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a 10.000 euro. Ciò significa che se al termine del periodo d’imposta non si è più tenuti alla compilazione della Sezione II in quanto non si detiene più l’investimento estero oppure perché di valore inferiore al limite stabilito, deve essere in ogni caso compilata la Sezione III nel caso in cui la somma tra investimenti e disinvestimenti superi la soglia dei 10.000 euro.
 

Nei prossimi articoli vedremo nel dettaglio alcuni casi pratici.

Fabio Pauselli
Dottore Commercialista
Revisore Legale dei Conti

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