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Startup! Le 3 lezioni che hanno cambiato la mia azienda

da / Pubblicato in Blog, Business

StartUp! il gioco

“Fare business è una cosa seria, non è un gioco!”

Quante volte hai sentito questa frase? Non so tu, ma io l’ho sentita molte volte.E come imprenditore devo ammettere che effettivamente un’azienda è tutto meno che un gioco.

Lascia però che ti sveli tre lezioni che ho appreso partecipando ad una giornata di StartUp!, un gioco ideato per aspiranti imprenditori.

Sono un imprenditore, cosa posso imparare su un azienda dal gioco “StartUp!”?

Entravo nella sala allestita per il pomeriggio di StartUp! con un pizzico di curiosità per questo nuovo gioco di cui avevo sentito parlare. Certo, come imprenditore, portavo con me anche quell’ombra di scetticismo, quella vocina che ti dice:
“Ok, passa un bel pomeriggio a giocare. Tanto sarà solo questo, un gioco”.
Mi sono quindi seduto al tavolo pronto a divertirmi e a conoscere altre persone, ma niente di più.

Appena aperte le danze la vocina scettica dentro di me ha iniziato a tremare, ha abbassato il tono incredula per quanto stava succedendo.
Turno dopo turno vedevo la mia “start-up” barcollare, i soldi in cassa svanire…insomma stavo rischiando il FALLIMENTO!!!

“Oggi sono decisamente sfigato”

Questo è stato ciò che ho pensato così su due piedi. Ma subito un brivido mi è corso lungo la schiena.Mi sentivo come una di quelle persone che prende la crisi come alibi per ogni suo insuccesso.

Per fortuna, come il gong nella boxe, la pausa caffè è arrivata in mio soccorso. Mi sono infatti potuto fermare a riflettere su quello che stavo facendo, a come stavo “giocando” e con sorpresa mi sono ritrovato ad incassare importanti lezioni sulla mia strategia di gioco.

Il passaggio poi dal gioco alla realtà di tutti i giorni è stato immediato, quasi ovvio.

Queste sono le tre lezioni che mi sono portato a casa dopo quello che pensavo essere un banale pomeriggio di relax.

Prima lezione: dove voglio arrivare?

La prima cosa che ho notato è che stavo giocando senza avere un piano in mente. Questo significava mettere la mia start-up in balia dei dadi e delle carte.

Analogamente, nel mondo reale, mi sono reso conto di come spesso, nel condurre un’azienda, si sia così occupati dal gestire la quotidianità che si finisce col dimenticarsi il proprio PIANO DI SVILUPPO o, peggio ancora, dal non dedicare tempo a realizzarne uno.

È banale e scontato, hai ragione. Ma ti assicuro che un conto è saperlo, altra cosa è prenderne coscienza.

Seconda lezione: la sfiga è solo un alibi

Spesso quando le cose non vanno come avremmo voluto diamo la colpa al fato, ci diciamo frasi del tipo: “Sono stato solo sfortunato” oppure “Non è colpa mia se le cose non sono andate come speravo”

È capitato anche a te? E se ti chiedessi quali azioni avevi in mente di fare se le cose fossero andate diversamente da quanto avevi previsto?

Mentre giocavo non facevo altro che sperare nella carta “giusta”. E più pescavo carte “sbagliate” più me la prendevo con la sorte maligna.
In realtà non esistono carte “giuste” o “sbagliate”. Ciò che chiamavo SFORTUNA era il non saper gestire una situazione diversa dalle mie previsioni.
Mai sentito parlare del famoso “PIANO B”?

Facciamo un altro parallelo con la vita reale. Solitamente in azienda si redige un piano in base a previsioni più o meno realistiche di quello che sarà il futuro. Si stima un certo volume di vendite, si programmano di conseguenza produzione e logistica, ed infine si stabilisce un margine plausibile.

E se poi il futuro fosse diverso da quello previsto? Ecco che compare lo spettro della CRISI. Giusto?

La verità è che nessuno si è preso la briga di considerare questi scenari e di riflettere su come gestirli.

Terza lezione: non essere dipendenti della propria azienda

La terza lezione mi è stata data da uno degli obiettivi del gioco. Per poter vincere una delle condizioni è di avere per ogni funzione dell’azienda una risorsa dedicata.

Questa è una regola a mio avviso controintuitiva, o per lo meno strana, per un paese come l’Italia dove un imprenditore ci pensa tre volte prima di assumere. In fondo chi meglio dell’imprenditore sa occuparsi di ogni aspetto dell’azienda? Lui è il cuore e la mente dell’impresa!

Non che non sia vero, ma quale è il prezzo da pagare?

Se sei un imprenditore, o se magari ne conosci qualcuno, saprai che RITMI SERRATI, STRESS e MANCANZA DI TEMPO sono tra le principali parole che usa chi dirige un azienda.
È come se si fosse schiavi più che padroni della propria azienda, dei dipendenti più che imprenditori (senza tra l’altro godere di molti dei vantaggi dell’essere dipendente).

Il gioco StartUp! va controtendenza, ti spinge a fare in modo che la tua piccola azienda, inizialmente centrata sul fondatore, si trasformi in un organizzazione indipendente, in grado di funzionare in modo automatico.

E quindi? Poi l’imprenditore non fa più niente?

Può essere, dipenderà dalle sue scelte. Infatti in questo modo è LIBERO di scegliere. Potrà decidere se sorvegliare la sua azienda dall’esterno, venderla oppure occuparsi di tutte quelle attività di sviluppo del business che prima, per mancanza di tempo, era costretto a tralasciare.

Il lieto fine

Dopo quella partita a StartUp! mi sono reso conto di che tipo di imprenditore volevo essere. Ho deciso quel giorno di rendere la mia azienda indipendente da me, un’organizzazione in grado di funzionare in modo automatico.

Oggi, dopo pochi mesi da quel pomeriggio, navigo seguendo un piano a 5 anni per la mia azienda. Ogni opportunità che si presenta la confronto con tale piano: se vi è compatibilità investo in quella direzione, altrimenti lascio perdere.

Col mio team poi ci siamo sforzati di pensare a come gestire anche situazioni negative (e se possibile, cercare di trarne profitto).

Diego Perfettibile

P.S. Per dover di cronaca va detto che quel pomeriggio ho perso al gioco. La mia piccola azienda appena nata è infatti fallita. Ma questo è uno degli aspetti più interessanti del gioco: puoi fallire, e quindi imparare dagli errori, numerose volte, senza aver mai investito soldi reali.

P.P.S. Se non hai mai sentito parlare del gioco StartUp!, leggi questo articolo dove se ne racconta la nascita, oppure partecipa alle giornate del Cashflow Club di Milano dedicate a questo gioco.

P.P.P.S. Il prossimo evento di Startup! Si terrà a Vicenza il 18 Aprile. Ecco il link per iscriversi.

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