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Titoli di Stato Italiani, quali sono e che funzione hanno?

da / Pubblicato in Blog, Economia

La maggior parte degli investitori investe in azioni e titoli di stato perché sono gli investimenti più comuni, non perché siano i migliori. Con questo post inizierà una serie di articoli su questo tipo di strumenti finanziari così da spiegare cosa sono e che funzione hanno. In questo modo ognuno avrà il modo di capire i pro e contro e scegliere dove investire i propri soldi.

Che cosa sono i Titoli di Stato?

I titoli di Stato Italiani sono obbligazioni che vengono emesse per finanziare il debito pubblico, cioè per fornire il liquido necessario a far fronte ai pagamenti.
I risparmiatori, acquistandoli, “prestano” del denaro allo Stato dietro il pagamento di un tasso di interesse e alla scadenza viene loro restituito l’intero capitale.
Sostanzialmente non sono diversi da quelle che sono le obbligazioni emesse dalle società di capitali, tuttavia poiché sono garantiti dallo Stato e non da privati che corrono sempre il rischio di fallimento, vengono ritenuti dei titoli “sicuri” e dunque sono una delle forme di investimento particolarmente attraenti per i risparmiatori.

Rischi e rendimenti

Vi sono diversi tipi di titoli di Stato che permettono investimenti a breve, medio e lungo termine, ovviamente più è vicina la scadenza e minore è l’interesse corrisposto, ma minore è anche la percentuale di rischio per l’investitore.
I certificati a lungo termine pagano tassi di interesse che possono sembrare remunerativi al momento dell’emissione, ma poiché nessuno è in grado di prevedere le tendenze economico-finanziarie degli anni futuri, ci si potrebbe ritrovare con rendimenti troppo bassi o addirittura ritrovarsi con carta straccia nel malaugurato caso di un default (mancato pagamento).
Non si tratta purtroppo di un’evenienza remota, in quanto si è già verificata negli anni scorsi più di una volta in Argentina e anche nell’europea Islanda e potrebbe accadere anche in Italia nel caso in cui una nuova emissione di titoli (ve ne sono a cadenza mensile) non trovasse acquirenti, infatti lo Stato è in grado di rimborsare i titoli a scadenza solo grazie alle nuove sottoscrizioni.

Esaminiamo ora le emissioni italiane che sostanzialmente si possono distinguere in tipi:
- titoli in cui il rendimento è dato dalla differenza della cifra rimborsata e quella versata (BOT e CTZ) bot-ccc-ctz
- titoli che danno il diritto alla riscossione di interessi semestrali (cedole)

BOT, Buoni Ordinari del Tesoro

I Bot hanno scadenza a tre, sei o dodici mesi e vengono acquistati a un prezzo molto inferiore al loro valore nominale. Dal loro rendimento, piuttosto basso per il moderato tasso di rischio, occorre detrarre anche le commissioni bancarie e l’aliquota fiscale.
Si tratta di un tipo di investimento molto semplice e alla portata di tutti, tuttavia non è semplice calcolare il tasso effettivo di rendimento che, una volta detratte le spese, può rivelarsi irrisorio.

CTZ, I Certificati del Tesoro Zero Coupon

I CTZ hanno scadenze di 18 o 24 mesi e, come per i BOT, il loro utile deriva dalla differenza tra la cifra rimborsata a scadenza e il capitale versato. Anche in questo caso si devono detrarre le commissioni bancarie e l’imposta e si tratta di un altro investimento alla portata di qualsiasi risparmiatore.
Il tasso di rendimento è più alto dei BOT, ma presenta un rischio maggiore in quanto in un periodo di 18 mesi o due anni l’incremento del costo del denaro o dell’inflazione possono determinare l’investimento poco remunerativo se non addirittura infruttifero.

CCT, Certificati di Credito del Tesoro

I CCT hanno una scadenza settennale e vengono acquistati a un prezzo lievemente inferiore al loro valore nominale, quindi ogni sei mesi danno diritto al pagamento di una cedola posticipata, il cui tasso di interesse non è fisso, ma indicizzato (segue cioè l’andamento dei mercati).
Sia sul prezzo d’acquisto che sugli interessi corrisposti viene detratta l’aliquota fiscale.
Si tratta di un investimento moderatamente remunerativo in quanto in parte indicizzato, tuttavia, il medio/lungo termine può presentare dei rischi.

BTP, Buoni del Tesoro Poliennali

I BTP hanno scadenze a 3, 5, 10 e 30 anni e offrono una remunerazione semestrale sotto forma di cedola a tasso fisso.
Questo tipo di investimento, pur sembrando remunerativo, presenta rischi piuttosto elevati per il lungo immobilizzo del denaro.

Conclusioni

I titoli di Stato Italiani non li consideriamo tra i nostri investimenti preferiti per vari motivi:
1) Si possono ottenere ritorni molti migliori sui propri risparmi
2) Vengono considerati “sicuri” ma in realtà sei sottoposto al rischio di default non hai nessun controllo sull’investimento
3) Non si può usare nessuna leva finanziaria
4) Il tempo per recuperare i soldi del tuo investimento è troppo lungo.

In questa sezione del blog continueremo ad analizzare altri strumenti finanziari per capire quali sono i migliori.

2 Commenti to “Titoli di Stato Italiani, quali sono e che funzione hanno?”

  1. Salvatore says : Rispondi

    Quali sono i ritorni economici migliori sui propri risparmi citati nell’articolo?

  2. steno says : Rispondi

    Se lo stato va in default non ci sono investimenti sicuri.

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